Wednesday, August 12, 2009

Parità Aurea - 1

Essendo io innanzitutto un appassionato di economia non posso non seguire in questi giorni la serie della Voce del Gongoro sulla parità aurea, il quale con precisione ha tradotto alcuni articoli di Rothbard a difesa della conversione aurea del dollaro.
Il link è qui

riporto qui l'intervento: chi è interessato ad introduzione e note può andare al blog indicato prima.

Per quasi mezzo secolo gli Stati Uniti ed il resto del mondo hanno sperimentato una continua e grave inflazione senza precedenti. Un crescente numero di economisti ha realizzato che il fatto che durante lo stesso mezzo secolo il mondo abbia seguito uno standard di moneta di carta ugualmente senza precedenti non è solo una coincidenza. Il denaro del mondo non è mai stato così a lungo separato dalle sue radici metalliche. D'altro canto, durante il secolo della parità aurea dalla fine delle guerre napoleoniche fino alla Prima Guerra Mondiale, i prezzi in generale scendevano anno dopo anno, a parte brevi intervalli di conflitti come la Guerra Civile. [1] In tempo di guerra, i governi centrali si impegnarono in una massiccia espansione della massa monetaria per finanziare lo sforzo bellico. In tempo di pace, dall'altro lato, l'espansione monetaria era piccola in confronto alla produzione di beni e di servizi consentita dal rapido sviluppo industriale ed economico. Ai prezzi era quindi, di norma, permesso di scendere. Le enormi spese della Prima Guerra Mondiale spinsero tutti i governi nel conflitto ad uscire dalla parità aurea, [2] e la riluttanza a tornare ad una vera parità aurea alla fine portò ad un radicale passaggio alla moneta di carta a corso legale durante la crisi finanziaria degli anni dal 1931 al 1933.

Io sostengo che l'insolita inflazione cronica che affligge il mondo dagli anni 30 non dovrebbe essere un mistero. Il dollaro è l'unità monetaria americana (e la sterlina, il franco, il marco e simili sono equivalenti unità di valuta nazionale), e dal 1933 non ci sono state limitazioni efficaci dell'emissione di queste valute da parte delle varie nazioni. In effetti, ogni stato-nazione, dal 1933 e in particolare dalla fine di ogni copertura in oro nel 1971, ha avuto il diritto ed il potere illimitato di creare la valuta di carta che sarà la moneta a corso legale nella propria zona geografica. Io sostengo che se una persona o un'organizzazione ottiene il monopolio di creare moneta, quella persona o organizzazione tenderà ad usare questo diritto al massimo grado. Il motivo è semplice: qualunque persona o gruppo con il potere di fabbricare i soldi virtualmente dal nulla tenderà ad esercitare quel diritto, e con considerevole entusiasmo. Dacché il potere di creare i soldi è un privilegio effettivamente inebriante e vantaggioso.

Il significato essenziale di uno standard di cartamoneta a corso legale è che l'unità di valuta – il dollaro, la sterlina, il franco, il marco, o altro – consiste di biglietti di carta, contrassegnati come "dollari," "sterline" e così via, e fabbricati dall'amministrazione centrale dello stato-nazione. [3] Il governo (o la sua banca centrale) può fabbricare ad libitum quei biglietti ed essenzialmente a nessun costo. Il costo della carta e della stampa è invariabilmente trascurabile confrontato al valore della moneta stampata. E se, per qualche motivo, tale costo non fosse trascurabile, il governo può sempre semplicemente aumentare le denominazioni di tali biglietti!

Dovrebbe essere chiaro che lo scopo di un governo che ha il potere di stampare soldi è monopolizzare quel potere. Semplicemente, non andrebbe bene permettere ad ogni uomo, donna ed organizzazione di stampare dollari, e così il governo custodisce sempre gelosamente il proprio monopolio. Bisognerebbe notare che il governo non è mai così zelante nella soppressione del crimine come nel caso in cui quel crimine consiste in un danno diretto alle proprie fonti di profitto, come nell'evasione fiscale e nella contraffazione della propria valuta. Se la contraffazione della valuta non fosse illegale, la scorta di dollari o di franchi aumenterebbe molto velocemente verso l'infinito ed il potere di acquisto della stessa unità monetaria effettivamente andrebbe distrutta. [4]

Negli ultimi anni il livello inflazionistico delle monete inconvertibili ha comprensibilmente disilluso un numero crescente di economisti. Hanno infine concluso che affidare al governo ed alla banca centrale il potere di regolare la massa monetaria, ma esentarli dall'usare saggiamente quel potere in conformità con varie regole, è come lasciare la volpe a guardia del proverbiale pollaio. Sono giunti alla conclusione che soltanto misure radicali possono rimediare al problema, essenzialmente il problema dell'inerente tendenza del governo a gonfiare la massa monetaria che monopolizza e crea. Quel rimedio non è altro che la rigorosa separazione della moneta e della sua fornitura dallo stato.



1 comment:

Anonymous said...

quello che stavo cercando, grazie