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Monday, January 19, 2009

Bush e' andato via! Viva Bush!

Da questa settimana la Casa Bianca cambia inquilino dopo otto anni di permanenza, poco meritata a sentire i molti.
Effetto della crisi del mercato immobiliare? Anche!
Si sentiranno molti tirare un respiro di sollievo e sentenziare "A casa l'incapace! Ecco il nuovo! L'America tornera' ad essere amata dal mondo!".
E da qui partira' la cantilena: guerra ingiusta in Iraq, unilateralismo, depressione economica, troppo potere alle lobby religiose ed economiche, violazione dei diritti umani... chiudo qui l'elenco per brevita'.
Che si giudichi giusto per il tempo di un caffe' o un cappuccino al bar passi: che parli cosi' chi i giornali li legge di sfuggita e non sempre e' comprensibile.
Che 8 anni di amministrazione si condensino in un puro e semplice evento incredibile in cui lo stato piu' forte del mondo si sia fatto comandare da un cretino senza correggere il tiro.. beh, questa e' un po' grossa, specie quando ripetuta fino alla nausea anche da comentatori molto seguiti.

Come potrebbe difendersi un conservatore europeo con forte simpatia verso il libertarismo? (E chi sara' mai? :))

Analizziamo piu' in dettaglio questi 8 anni in varie parti, sperando che la memoria non giochi troppi scherzi.

PERSONA
Bush e' entrato con un curriculum abbastanza standard: nessuna esperienza internazionale (come invece il padre), nessuna militare (come invece Donald Rumsfeld e Colin Powell), nessuna diplomatica (come Condoleezza Rice), nessuna economica. Nada de nada: era semplicemente un ex-governatore del Texas un po' sempliciotto che gli Statunitensi nel 2001 hanno preferito - con una serie di cagnare legali - il burocrate Al Gore.
Bill Clinton aveva le medesime mancanze nei settori sopracitati, eppure si racconta che sia stato un buon presidente.
Ronald Reagan era considerato fondamentalmente un ex-attore, ma e' stato tra i maggiori presidenti di tutti i tempi. Abramo Lincoln spesso riceveva accuse di incapacita'.
Roosevelt e' considerato un grandissimo presidente anche perche' si vuole sorvolare sui suoi molti pasticci in economia ed in politica estera.
Truman fu criticato da McArthur nella guerra in Corea.
Da questi esempi risulta che le capacita' personali sono si' importanti ma non determinano la politica di un presidente se coadiuvato in un certo modo.

Bush, oltre che incapace, e' anche considerato un ex-alcolizzato ed un figlio di papa' arrivato al potere grazie ad altri: queste le sue qualita' piu' conosciute.
Se ne dovrebbe concludere che (1) che chi ha problemi di alcool non puo' piu' uscirne (pensiero molto progressista), (2) che negli USA uno che sostiene una persona per cultura deve sostenere tutta la sua famiglia a prescindere (eppoi sono gli italiani quelli attaccati alla famiglia), (3) hanno ragione i moralisti politici che per stabilire l'ordine e la giustizia in Terra si deve essere necessariamente persone moralmente ineccepibili.
Insomma, tra fumare - non fare esercizi fisici - mangiare anche la carne e non fumare - essere in forma perfetta - essere vegetariani si deve scegliere la seconda terna.
Insomma: meglio Hitler di Churchill.

Un'altra perla di giornalismo e' costituita da voci su una presunta liason d'amour tra Bush e Condoleezza Rice con conseguente rivalita' tra Rice e Laura Bush, guarda caso smentita ogni volta : attendiamo fiduciosi e speranzosi su Novella 2000 le foto tra Barak Obama e Hillary Clinton.

Non si tiene conto inoltre del fatto che ha saputo, almeno parzialmente correggere i suoi errori (maggiori truppe in Iraq come richiesto dai Democratici nel 2006, per esempio; un approccio piu' attento al controllo militare e politico del territorio con forze in loco anziche' con la pura tecnologia).


ECONOMIA
"E' colpa di Bush se c'e' la recessione! Le sue politiche neo-liberiste, il capitalismo compassionevole, il suo sostegno alle lobby petrolifere stanno mandando gli USA in bancarotta! Bisogna tornare allo spirito del New Deal! Anzi, meglio, bisogna ispirarsi al welfare europeo!".

Cos'e' la recessione? E' la contrazione della domanda in tutti i settori economici, in primis in quello finanziario visto che manipola la moneta, cioe' il mezzo di scambio dei fattori produttivi, dunque la base della fiera.
Perche' la domanda decresce? Perche' gli scambi decrescono.
E perche' decrescono? Perche' molti scambi potenziali non avvengono per mancanza di guadagno di una parte o di entrambe (si scambia sempre in due), per cui si dice che la liquidita' gira meno del dovuto.
Quando non avviene uno scambio? Quando almeno una parte preferisce investire in un altro affare (anche di un altro settore) o quando preferisce risparmiare perche' ha deciso di affrontare in futuro un investimento che a parita' di condizioni rispetto a quello attuale e' piu' remunerativo.

Se non risparmio, se evito un affare allora spendo in un altro magari migliore? Si.
Se non spendo in nessun affare che mi presenta ora, allora risparmio? Si.

Non risparmiare e non fare affari in nessun settore e' possibile? In teoria no, in realta' questa situazione e' possibile perche' la moneta da almeno lo scorso secolo non e' piu' ancorata ad un valore fisso (il gold standard) ma ha fluttuazioni.
Come avvengono queste fluttuazioni? Le Banche Centrali tramite iniezione di moneta (svincolata da ogni bene ma non da ogni politica): tale iniezione si propaga prima nelle varie banche che poi la rimettono in circolo usando il credito frazionario.
Cosa succede quindi? La moneta, ossia il credito, vizia l'allocazione di risorse economiche attuale: crescono i soldi in tasca alle persone, crescono i costi e si prospettano due scenari
1) Inizione continua di moneta (inflazione): quello che e' avvenuto nella Repubblica di Weimar.
2) Si interrompe il gioco (deflazione): la moneta col tempo tende ad assumere valori non viziati.

Quindi la crisi attuale? Nasce dalla mancanza di risparmio degli Statunitensi (caratteristica culturale, per carita', non colpa), dalla Cina che si e' caricata dei loro debiti, dalla politica inflazionistica della FED degli anni 90 di Alan Greenspan, dalle leggi del Congresso a vantaggio di chi non aveva sufficienti garanzie per comparsi una casa, dall calcolo delle banche che se fosse successo qualcosa potevano contare sull-aiuto statale.

Come se ne esce? Fermando le manipolazioni monetarie e risparmiare lasciando perdere gli affari prima buoni ed ora non piu'. Insomma, deflazione.

Cosa avrebbe dovuto fare Bush? Sbattere fuori dalla porta Greenspan? Non credo che un presidente abbia tale potere sulla FED (DEO GRATIA) normalmente.
Avrebbe potuto non confermarlo quando era il momento ed avviare un periodo di deflazione: purtroppo anche oggi nessun economista main-stream (a parte gli appartenenti alla Scuola Economica Austriaca) vuole sentire parlare di deflazione, ma solo di intervento pubblico, cioe' mancanza di risparmio, cioe' quello che serve oggi.
Bush avrebbe dovuto essere Presidente sia degli USA sia della FED?

Vero e' che Bush, per la situazione internazionale e non solo, ha aumentato la spesa pubblica: anche qui pero' si nota una certa incoerenza nella diagnosi.
Molti affermano che con i suoi tagli alla spesa pubblica ha ridotto la macchina statale oltre il necessario. In realta', come ha rilevato giustamente Joseph Bottum (Liberal di maggio-giugno 2007) con Bush la spesa pubblica e' bella che aumentata e non solo nella parte dedicata alla difesa militare.
Con quale altro Repubblicano sarebbe andata meglio? Non con McCain: forse con Rudolph Giuliani o con Ron Paul, tralasciando un clone di Ronald Reagan.
Con un presidente Democratico sarebbe veramente andata meglio in materia economica, dopo la legge sui mutui facili creata da loro e di cui si vedono gli effetti?


LOTTA LA TERRORISMO
Bush ha acconsentito ad un grande errore strategico a mio parere: aprire un fronte senza chiudere definitivamente quello precedente.
Il suo errore non e' stato tanto attaccare preventivamente uno Stato esplicitamente nemico (anche l'ambasciatore Sergio Romano, che certo non e' un fan della recente amministrazione statunitense, riconosce la legittimita' dell'attacco preventivo, ovviamente giustificato da motivazioni politiche certe) quanto aumentare l'impegno della struttura militare confidando in vittorie rapide ottenute col cospicuo dipiegamento di mezzi.

Qua a mio modesto avviso si vede il forte legame della cultura militare statunitense con il pensiero del Generale napoleonico Jomini, il quale concentra la sua teoria strategica agli aspetti logistici e, piu' in generale, fisico-geometrici tralasciando quelli meno empirici, come le forze morali del nemico.
Per gli Statunitensi logisitica, tecnologia e quantita' sono primari, sia come apporto diretto (satelliti, missili, telecomunicazioni) sia come apporto indiretto (teoria dei giochi per le decisioni): non a caso Clausewitz non ha una grande fama nella loro cultura militare.
Tempo fa su "Repubblica" il generale Sanchez criticò l'operazione in Iraq definendola un incubo: che io sappai solo "Libero" notò che il generale criticava la gestione della guerra ma quando stava scoppiando l'insorgenza irakena non si sforzò di chiedere truppe supplementari al Pentagono (malignando che la causa era non inimicarsi chi poteva farlo avanzare verso i gradi piu' alti).

Non credo che Bush sia il solo reponsabile di questi errori: ogni Stato, prima di intraprendere ogni azione bellica, analizza gli scenari possibili e decide di conseguenza in vista dei risultati che si vogliono ottenere. Il problema - spazzare l'habitat del terrorismo islamico e di Al Qaeda - richiedeva sicuramente lo strumento militare: sia in sordina (operazioni militari coperte classiche, soft power) sia in modalita' classica: a me rimane da capire perche' Bush non sia riuscito a ricreare la medesima coalizione anti-Iraq della Prima Guerra del Golfo.
Risulta anzi incredibile perchè affiancato da parecchi esperti, in primis la Rice che nel curriculum vanta una posizione di primo piano nell'ammorbidire la decaduta dell'URSS.
L'errore e' stato non aver considerato che il nation-building richiede di partenza una burocrazia legittimata: se si fa piazza pulita del pre-esistente o lo sostituisci con qualcosa che gia' si ha preparato (esuli politici irakeni) o lo sostituisci con una burocrazia esterna (e li' sicuramente crei delle frizioni tra straniero e patriota).

Un altro fattore e' stato il misconoscimento della guerriglia come fase bellica: chi voleva la guerra l'ha sottovalutata come fenomeno passeggero, chi non la voleva l'ha sopravvalutata come un nuovo modo di combattere, senza considerare che nella conduzione della guerra nulla e' veramente nuovo ma cambiano gli obiettivi politici, tant'e' che il terrorista (di accezione romantica e partiottica) esiste almeno dalla rivolta della Vandea, degli Spagnoli sotto Bonaparte I" mentre la sua teorizzazione come fenomeno morale, dunque bellico, comincia con Von Clausewitz per approfondirsi con Lenin e Mao Tze Tung sotto l'aspetto politico e con Carl Schmitt ("Teoria del partigiano") e Ernst Junger ("Trattato del ribelle") sotto quello filosofico.

La tortura ed il carcere di Guantamano sono stati oggetto di forte critica, sia a sinistra sia a destra (McCain) perche' indegne di una nazione civile: per costoro i prigionieri dovevano avere il trattamento codificato nella Convenzione di Ginevra come soldati.
Qua il discorso in realta' e' meno semplice di quello che appare: da un punto di vista etico e di pubblica immagine i critici hanno ragione da vendere, il problema rimane a livello di giurisprudenza.
Per rendere la Convenzione attuabile ambo le parti devono far parte di un esercito regolare e devono essere riconoscibili come tali: ma se solo una delle parti rispetta i prerequisiti mentre l'altra compie azioni di guerriglia senza essere riconoscibile come soldato regolare, senza legittimita' militare, a che pro citare la Convenzione suddetta?
Questo e' un problema che gia' presento' Schmitt nel testo succitato. Il partigiano (in questo caso il terrorista e' un partigiano perche' al servizio di una causa politica) si differenzia dalla condizione del soldato proprio per l'iniziale illeggittimita' politica cui si trova e che determina la sua inimicizia politica tendente all'estremo.
La tortura fu un grande errore, ma aggirare questo problema con il semplice sdegno senza risolverlo giuridicamente (o politicamente) non e' meno grave.

LOBBY
Bush e' stato considerato anche un burattino nelle mani dei fondamentalisti cristiani, dei petrolieri e del grande capitale. Sicuramente c'e' stato un certo puritanesimo nel trattare i problemi ma non si capisce perche' sia meno grave avere come elettorato di riferimento i materialisti e degli statalisti.

DIPLOMAZIA
"Con Bush gli USa sono piu' odiati di prima!". Poi uno sfoglia un articolo del Foreign Policy di Settembre/Ottobre 2008 e scopre che
1)l'Iraq non ha caratterizzato questi 8 anni di politica estera: ci sono stati un avvicinamento tra USA e India, le prime decisioni mondiali sul "cybercrime" (immagino reati informatici e telematici), l'evoluzione dei rapporti con la Cina e il posizionamento contro Chavez. La situazione piu' importante inoltre non e'l'Iraq ma il nucleare iraniano.
2)L'Iraq non ha reso gli USA meno forti perche' gli USA subiscono attacchi almeno dal 1985 (TWA Flight 847): con la guerra gli sponsor del terrorismo(Libia per esempio) hanno cominciato a venire a piu' miti consigli e la stessa Al Qaeda non e' riuscita ad attecchire in Iraq (come documentato da loro stessi).
3)Il sistema di alleanza USA-Occidente traballava gia' prima del 2001. La guerra del terrorismo in Afghanistan richiede piu' truppe per l'articolo 5 del trattato NATO che non tutti i Paesi hanno soddisfatto.
4)L'ideologia democratica di questa amministrazione non ha impedito accordi pragmatici con Paesi che democratici non sono: il che non toglie la presenza di numerosi errori diplomatici.
5)La Cina avrebbe conquistato comunque la posizione di forza attuale anche senza Bush: comunque la sua forza militare non puo' impensierire Washington piu' di tanto (qua mi riferisco ad un articlo del Generale Carlo Jean su LiberalRisk di Ottobre 2007) perche' ad entrambi conviene collaborare piuttosto che affrontarsi militarmente.
6)GLi USA non sono piu' odiati di prima nei paesi di area islamica: si confonde il cordoglio mondiale agli USA dopo l'11/9 (episodico) con quello precedente (non episodico)
7)Il prossimo presidente seguira' molte delle direttrici fissate da Bush in questi 8 anni, direttrici che avrebbe tracciato anche Ronald Reagan: chi spera nel Nuovo Politico si prepari a delusioni.

Friday, January 02, 2009

La bellezza del lavoro descritto da Joel Spolsky

Tratto da http://www.joelonsoftware.com/articles/BusinessofSoftware.html (italiano: http://local.joelonsoftware.com/wiki/Prefazione_a_%22Eric_Sink_on_the_Business_of_Software%22)

Vi ho mai raccontato la storia del mio primo business?

Vediamo se mi ricordo bene. Avevo quattordici anni, penso. Si teneva una specie di TESOL (corso di inglese per stranieri) all'università del New Mexico, ed ero stato assunto per sedermi dietro ad una scrivania e fare copie di articoli per chi ne avesse fatto richiesta.

C'era una grossa cuccuma piena di caffè vicino alla scrivania, e se qualcuno voleva del caffè, si serviva e lasciava un quarto di dollaro in una tazzina. Io non bevevo caffè, ma mi piacevano le ciambelline e pensai che un po' di ciambelle sarebbero andate bene con il caffè.

Non c'erano negozi di ciambelline raggiungibili a piedi nel mio piccolo universo, quindi, siccome ero troppo giovane per guidare, ero tagliato fuori dalle ciambelline di Albuquerque. In qualche modo, convinsi un laureando a comprarne un paio di dozzine al giorno e a portarle lì. Misi su un cartello scritto a mano che diceva: "Ciambelline: 25c (Un affarone!)" e vidi correre i soldi.

Ogni giorno arrivavano persone, leggevano il cartello, mettevano qualche moneta nella tazza, e prendevano una ciambellina. Cominciammo ad offrire un servizio regolare. Il consumo giornaliero di ciambelline crebbe e crebbe. Gente che non doveva passare nell'atrio dell'istituto deviava dal percorso abituale per prendere una ciambellina.

Io, ovviamente, usufruivo di campioni gratuiti, ma fu irrilevante nel calcolo dei profitti. Le ciambelline costavano, forse, un dollaro la dozzina. Certa gente pagava un dollaro per una ciambellina solo perché non avevano voglia di perdere tempo nella tazzina per cercare il resto. Non potevo crederci!

A fine estate, ne vendevo due grossi cabaret al giorno... forse 100 ciambelline. Avevo accumulato un bel po' di moneta, non ricordo l'ammontare esatto, ma erano centinaia di dollari. Sapete, era il 1979. A quei tempi erano abbastanza soldi per comprare, beh, tutte le ciambelline del mondo, anche se ormai ne ero stufo e cominciai a preferire formaggio con chili molto, molto speziato.

Allora che ne ho fatto dei soldi? Niente. Il capo del dipartimento di linguistica li prese tutti. Decise che quei soldi sarebbero serviti per fare una grande festa per tutto il personale dell'istituto. Festa a cui non potei partecipare perché ero troppo giovane.

La morale della storia?

Beh, non c'è una morale.

C'è qualcosa di incredibilmente eccitante nel veder crescere un'attività. E' la gioia di vedere la crescita organica che accompagna tutti le attività sane. Con "organico" intendo, alla lettera, "che riguarda composti a base carbonio". No, aspetta, non intendevo quello. Volevo dire come le piante, a crescita graduale. La scorsa settimana hai fatto 24 dollari. Questa ne hai fatti 26. Il prossimo anno a questi giorni ne farai 100.

La gente adora le attività che crescono per lo stesso motivo per cui adorano il giardinaggio. E' molto divertente piantare un semino per terra, innaffiarlo ogni giorno, togliere le erbacce, e vedere un tenero germoglio crescere fino a diventare un grosso cespuglio pieno di bellissimi crisantemi (se sei fortunato) o di ortica (se questo confonde le idee su cosa sia un'erbaccia, ma non hai perso la speranza, sappi che puoi fare il the con l'ortica, stai solo attento a non toccarla).

Quando guardi alle entrate della tua attività, dirai "cribbio, sono solo le tre del pomeriggio e abbiamo già avuto nove clienti! Questo sarà il giorno migliore di sempre!" E l'anno successivo avere clienti ti sembrerà facilissimo e un paio d'anni più tardi capirai che il report sulla intranet riguardo alle vendite dell'ultima settimana è inutilmente dispersivo.

Un giorno, disattiverai il meccanismo che ti manda una mail ogni volta che qualcuno compra il tuo software. E' un grossissimo giro di boa.

Infine, noterai che uno dei tuo stagisti tutti i venerdì mattina porta delle ciambelline e le vende per un dollaro. Posso solo sperare che tu non gli porterai via tutto per fare una festa a cui non è invitato.


Salvare progetti di Eclipse in GitHub

Se si ha un progetto in locale su Eclipse (ma lo stesso discorso vale per altri IDE) e volete condividerlo su GitHub (o BitBucket ), bisogn...